Sicurezza, “militarizzare” il territorio turistico è dannoso. Impieghiamo le risorse per professionisti: polizia e carabinieri

ritratto di andreagnassi

L'ennesima proposta Pdl di militarizzare la sicurezza potrebbe diventare un boomerang dai gravi rischi. Intanto i militari non sono dei professionisti della sicurezza, come poliziotti e carabinieri: chiamare soldati a svolgere il loro lavoro è un'offesa ad una professionalità ampiamente dimostrata che merita solo rispetto. Possiamo comprendere l'impiego dei militari solo nel presidio di obbiettivi sensibili per la sicurezza, se questo comporta un alleggerimento del carico di lavoro di Polizia e Carabinieri, per poterli impiegare più proficuamente nel controllo del territorio. Se così non fosse, il rischio è che agenti e militi dell'Arma, che già a causa dei tagli del Governo non hanno la benzina per le pattuglie, si ritroverebbero un altro carico di lavoro: a fare da balia ai giovani militari, inesperti nella sicurezza urbana. Bastano poche cifre per capire quanto sia inutile questa proposta: l'impiego dei 3 mila militari lo scorso anno è costato oltre 62 milioni di euro con risultati che fanno gridare ancora all'emergenza sicurezza. Se il numero dei militari salisse a 30 mila occorrerebbero circa 620 milioni di euro. Con tali risorse si potrebbero assumere quasi 20 mila poliziotti, professionisti addestrati per garantire la sicurezza. E c'è un ultimo aspetto, che ci tocca più da vicino: militarizzare un territorio turistico come il nostro è quanto di più dannoso si possa immaginare. Sopratutto se una tale "messinscena" poi, non va a incidere realmente sulla nostra sicurezza.