Una camera di idee dietro la cui porta lasciare il fardello del personalismo

ritratto di andreagnassi

Caro Nando,
è con piacere che il sito del PD ospita la tua analitica riflessione sulla quale- come ho potuto spiegare lunedì sera durante la Direzione del Partito - mi trovo in sintonia.

Che il risultato elettorale porti con sé luci e ombre anche per il centrosinistra riminese è la constatazione sulla quale ho costruito l'intero mio intervento. Le difficoltà a tutti i livelli del Partito Democratico hanno eroso con ogni evidenza una parte del nostro consenso e, in alcune situazioni anche sul territorio riminese, ciò è avvenuto in dimensioni persino superiori a quanto temuto o immaginabile. Hai ragione quando dici che non si tratta solo di un riverbero nazionale. No, ci sono questioni che chiamano a una risposta forte dell'ambito locale, partendo da un'esatta e sincera valutazione dei cambiamenti sociali e delle aspettative dei cittadini e delle imprese, avvenute non tanto negli ultimi dieci ma più precisamente dal 1994, anno della nuova legge elettorale con l'elezione diretta dei sindaci. Su questo tu, io, il nostro partito dovremo tutti misurarci con consapevolezza quasi scientifica e persino statistica. Su un preciso quadro conoscitivo del territorio dovremo essere capaci di concretizzare politiche e azioni. In un panorama di luci e ombre siamo comunque riusciti a non farci sopraffare dalla marea. E ciò, credo che converrai, non era né scontato né dovuto. Anzi vi erano tutte le condizioni per un tracollo come ha dimostrato il dato nazionale che ci ha fatto perdere 32 provincie su 60 e moltissimi comuni. Lo abbiamo fatto perché abbiamo messo in campo elementi che il centrodestra non ha: la credibilità dei nostri candidati, i progetti di governo, le alleanze cercate e volute in mesi di lavoro duro sul programma e aggiungo il coraggio per trovare nuove convergenze programmatiche nel ballottaggio. Questo è stato il "progetto del PD" promosso dal gruppo dirigente che però io non amo chiamare così, ma semmai ‘gruppo in rappresentanza di...'. Un ‘gruppo in rappresentanza di' che ha sostenuto alleanze programmi e candidati che oggi sono una squadra competente e rinnovata fatta da Presidente di Provincia, sindaci, consiglieri,assessori e a cui è affidata la la responsabilità del nuovo ciclo di buon governo dei prossimi 10 anni.

Proprio perché tu sei stato e sei un pezzo importante di questo gruppo ‘in rappresentanza di', accolgo con entusiasmo il tuo contributo di lavoro, così come bene accette sono iniziative che si sostanziano in luoghi dove si può parlare di idee, identità e cultura di partito piuttosto che spazi, correnti, gruppi, reti (in passato, come sai, è avvenuto) attraverso le quali far prevalere logiche ‘agonistiche' e anche ‘antagonistiche' nei confronti del compagno o dell'alleato o delle Istituzioni. Credo di interpretare bene il tuo contributo tanto che, come detto in direzione, potremmo addirittura pensare di istituire NEL partito questo spazio con un Forum, vero e proprio spazio culturale di formazione politica e elaborazione programmatica. Luoghi come questi se ci si crede, se si è generosi come giustamente dici, funzionano e sono vitali per il partito (come hanno dimostrato alcuni fondamentali per la costruzione di programma e alleanze). Se c'è una cosa che davvero non sopportano più i nostri elettori- chiamati da noi troppo spesso a mettersi una mano sul cuore piuttosto che dare ascolto alla ragione- è ricadere nelle spire del ‘correntismo' e del ‘riposizionamento utile e utilitaristico'.

Magari in chiave congressuale o peggio locale. Il contributo di idee che tu offri con disponibilità e generosità arricchisce tutti noi ed è per questo che già idealmente mi iscrivo a questo luogo che promette essere una camera di idee dietro la cui porta si possa lasciare il fardello un po' deprimente del personalismo. Grazie davvero, Nando.