Per la conferenza programmatica il professor Zamagni suggerisce un nuovo welfare territoriale

Sala gremita ieri al Buonarrivo della Provincia di Rimini per l'incontro del PD sul welfare i bisogni e le persone. Ospiti il professor Stefano Zamagni e il ricercatore universitario dottor Antonio Maturo. Un appuntamento questo voluto dal segretario provinciale Andrea Gnassi in preparazione dell'imminente Conferenza programmatica con il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani (lunedì prossimo 18 gennaio alla sala della Società del gas di Rimini).

Gnassi ha introdotto il tema e il professore lo ha sviluppato a partire dalla considerazione che l'attuale welfare non dà risposte sufficienti. E' cambiato il contesto generale e "occorre invertire l'ordine causale". Zamagni spiega che il vecchio welfare ha tre limiti: è assistenzialistico, paternalistico e centralistico.

"Nel 2010, dice il professore, non possiamo continuare con questo modello. Il nuovo welfare deve essere abilitante, per aumentare le capacità di vita delle persone, relazionale, cioè non paternalistico e sussidiario, ovvero anti centralistico. Il vecchio welfare aumenta le diseguaglianze, ma persiste. E, allora, come si afferma il nuovo? Ad esempio con quella che si definisce la responsabilità familiare dell'impresa. Le imprese non sono competitive se badano solamente al proprio bilancio. L'impresa deve farsi carico, pro quota, anche dell'assetto familiare di tutti i dipendenti. Se crea l'asilo aziendale, o altri servizi domestici, con orari di lavoro modulari si produce meglio e di più e di conseguenza anche i bilanci vanno meglio. Il PD deve insistere su questo. Parlate agli imprenditori".

Un altro aspetto che tocca Zamagni è quello dei working poors, dei poveri relativi che sono in aumento. Gente che ha lavoro fisso a 1200 euro o una pensione di 900 e che non ce la fa. "Allora, dice Zamagni, occorre trovare occasioni di lavoro che consentano miglioramenti. I buoni lavoro ad esempio. A Bologna abbiamo iniziato con le Fondazioni bancarie, provate anche qui. Oppure guardate cosa fanno in Francia con i Cesu, che sono servizi statali o prestazioni per famiglie in deficit. E noi invece abbiamo la sociali card da 40 euro... Un'altra cosa che si può fare è realizzare l'integrazione delle seconde generazioni, ovvero dei figli degli immigrati che spesso lasciano la scuola: coinvolgendo le famiglie, le scuole e i soggetti della società civile per l'integrazione scolastica al pomeriggio si ottengono ottimi risultati. Infine occorre usare la cultura come bene fruibile da tutti. La cultura non è un bene di lusso, ma un potentissimo fattore di sviluppo. Se aumentiamo il tasso di fruibilità dei beni culturali facciamo anche un'opera economica vantaggiosa. E qui a Rimini lo potete fare, sollecitando e usando di più l'università, ad esempio".

In zona replica all'interessante dibattito che si è svolto anche dopo l'intervento del dottor Maturo, il professor Zamagni ha voluto rimarcare che nel vecchio welfare la caratteristica era la negoziabilità, che oggi però non intercetta più i nuovi bisogni, mentre nel nuovo è la vulnerabilità, che riguarda tutti. Ha poi chiuso ricordando Agostino e spiegando che oggi occorrono rabbia e coraggio.