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Partito Democratico - Rimini
  martedi 7 luglio 2020 Partito Democratico Rimini
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Conferenza Donne

Coordinatrici:
Sonia Alvisi e Roberta Olimpi

Email: conferenzadonne@pdrimini.it

Facebook:
Conferenza Donne Democratiche Rimini







 




Dal manifesto dei valori del Partito Democratico:

«...la libertà delle donne sta cambiando il mondo. Le donne si collocano al centro del ripensamento profondo che è in atto e che riguarda i modi in cui si sviluppano le società umane»




 

Documento Fondativo della  Conferenza Permanente delle Donne Democratiche a Rimini

Premessa
Com'è previsto negli Statuti del PD:

Art. 25 dello Statuto del PD approvato dall'Assemblea Costituente Nazionale il 16 febbraio 2008.

Art. 27 dello Statuto del PD dell'Emilia-Romagna approvato dall'Assemblea Regionale l'11 luglio 2008.

1. Della Conferenza Permanente delle Donne del Partito Democratico fanno parte le iscritte e le elettrici che ne condividono le finalità.

2. La Conferenza Permanente è un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su temi specifici.

3. Le forme organizzative della Conferenza, improntate ad autonomia e flessibilità, sono disciplinate da un Regolamento approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta delle donne che vi aderiscono.

4. La Conferenza Permanente delle Donne può essere articolata nei diversi livelli territoriali: provinciale, intercomunale,  comunale, o di circolo.






INTENTI

Una visione sistemica della realtà sociale e civile da parte della politica non può più fare a meno dell'esperienza, del pensiero, delle analisi e dei progetti delle donne: l'ascolto del mondo femminile è garanzia di equilibrio, e può incidere sulla capacità di dare risposte da nuovi punti di vista, sia a problemi vecchi che inediti.

Ognuna di noi è portatrice di:






  • esperienze di vita
  • modelli culturali
  • visioni politiche

Partendo da questa consapevolezza, vogliamo giungere a formulare progettualità condivise attraverso la conoscenza, il dialogo, il confronto e l'interazione.

Tutte noi intendiamo sostenere in ogni occasione la nostra attività mediante l'apporto di:

  • Idee
  • Saperi
  • Competenze

In sintesi, adoperarsi per una partecipazione attiva delle donne alla politica che sia: espressione di autonomia, apporto di pensiero divergente, sviluppo della capacità di mediazione.

I nostri riferimenti primari saranno:

  • la difesa e la piena attuazione della Costituzione Italiana - norma fondamentale che si radica nelle forze sociali e politiche e che sta alla base del nostro patto di cittadinanza - e del valore politico dell'uguaglianza;

  • la politica come servizio alla comunità: vogliamo una comunità responsabile, aperta e consapevole nella quale diritti e doveri di ogni persona siano riconosciuti e praticati, perché non si realizzano né benessere né sicurezza senza coesione sociale e senso della comunità;

  • la promozione delle donne "protagoniste" nella politica e in tutti gli ambiti della vita sociale ed economica. La democrazia non può infatti dirsi compiuta se nei partiti e nelle istituzioni non sono presenti e attive le donne nel rispetto della pari rappresentazione (secondo la formula che oggi si predilige a livello comunitario) e in ottemperanza ai principi costituzionali.

Lavoreremo perché questa Conferenza Permanente:

  • stimoli dentro al PD la partecipazione attiva delle iscritte e delle elettrici;

  • interagisca con tutti gli ambiti nei quali si realizza la partecipazione politica e sociale delle donne: associazioni, centri culturali e di documentazione, reti locali, nazionali e internazionali;

  • si confronti con la società civile e le altre forze politiche.

Con questi intenti ci proponiamo di essere un "luogo":

  • di relazione, di comunicazione e di reciproco ascolto sui temi che le donne avvertono emergenti nella società e nella politica;

  • di valorizzazione delle esperienze e dei saperi delle donne in tutti i campi in cui sono attive;

  • di cittadinanza attiva dove tradurre in proposte politiche le richieste delle donne e perseguirne la realizzazione anche attraverso la promozione di itinerari legislativi;

  • di acquisizione degli strumenti per l'esercizio della politica perché la differenza di cui le donne sono portatrici possa esprimersi nei luoghi della formazione del potere, inteso come capacità di decidere i destini comuni di una collettività.

FINALITÀ E OBIETTIVI

1) Rafforzare l'autonomia e l'autorevolezza politica delle donne, nella consapevolezza che la loro presenza nella vita pubblica deve poter produrre cambiamenti simbolici, culturali e sociali nell'interpretazione della realtà.

2) Affermare il punto di vista di genere sui grandi temi del nostro tempo: crisi strutturale dell'economia e dell'attuale modello di sviluppo, sostenibilità ambientale, welfare e politiche sociali, temi etici.

3) Promuovere e sostenere la presenza delle donne e della loro visione nei luoghi della decisione, politica, economica e sociale. Il perpetuarsi dell'assenza o della marginalità dei pensieri e delle parole delle donne nella vita pubblica costituisce un intollerabile spreco di capitale umano e un inaccettabile limite della democrazia. Intraprendere conseguenti efficaci azioni per favorire la presenza delle donne nelle assemblee legislative e nelle pubbliche amministrazioni ad ogni livello territoriale, negli enti di 2° livello, nelle aziende partecipate dallo Stato e dagli Enti locali, concorrendo altresì al pieno adempimento del principio di pari rappresentazione, quale principio fondante del Partito Democratico.

4) Promuovere una costante verifica delle conseguenze, distinte tra uomini e donne, delle azioni di governo locale e nazionale, nonché delle disposizioni normative delle assemblee legislative ad ogni livello territoriale.

5) Favorire l'incontro e il confronto con le donne della società civile, dei sindacati, delle associazioni di categoria, nonché delle associazioni di genere, per raccogliere istanze, riflessioni critiche e proposte, così da
costruire solide reti di relazione tra donne.

6) Organizzare incontri e confronti con le donne del PD elette ad ogni livello istituzionale per incidere sulle decisioni politiche.

7) Progettare e realizzare sul territorio occasioni di formazione politica, soprattutto rivolte alle giovani, per acquisire consapevolmente strumenti che consentano una lettura di genere della realtà.








Costituente della Conferenza Permanente delle Donne democratiche a Rimini











Regolamento






Art. 1 Costituzione della Conferenza Permanente delle Donne
1) In ogni livello territoriale (provinciale, intercomunale,  comunale, o di circolo), la Conferenza Permanente delle Donne democratiche (d'ora in avanti CP Donne) è costituita su iniziativa di un numero congruo di iscritte ed elettrici del PD. Non è ammessa l'adesione alla CP Donne se iscritte ad altro partito.

2) Le donne che prendano congiuntamente l'iniziativa di costituire la CP Donne sono definite promotrici.

3) La CP Donne può essere articolata in corrispondenza di ogni livello organizzativo territoriale del PD.

4) Il primo livello della CP Donne sul territorio è costituito da almeno 15 donne che formano la CP Donne. Nel caso non si raggiungano le 15 aderenti in una realtà territoriale del PD possono formare il primo livello donne anche di comuni diversi e/o circoli.

5) Le Promotrici comunicano per iscritto al Segretario/a competente la decisione di costituire la CP Donne.
Tale comunicazione deve contenere:






  • la sottoscrizione autografa di tutte le promotrici;

  • la data, il luogo e l'ora della prima convocazione della CP Donne;

  • l'invito rivolto a tutte le iscritte ed elettrici a partecipare all'atto fondativo della CP Donne;

  • la richiesta di inoltrare l'invito della prima convocazione della CP Donne a tutte le iscritte ed elettrici del PD (del livello territoriale di competenza) via posta elettronica, ove possibile, o attraverso posta ordinaria.

6) È compito del segretario/a provvedere alla trasmissione dell'invito a spese dell'organizzazione del PD (ad ogni livello territoriale).







Art. 2 Modalità di adesione alla Conferenza
1) Ai sensi dell'Art. 25 e 27, comma 1, dello Statuto nazionale e regionale del PD [2], possono aderire alla CP Donne (provinciale/ intercomunale/ comunale/o di circolo) sia le iscritte che le elettrici del PD. Tutte le aderenti fanno parte di diritto della CP Donne provinciale, a qualunque livello territoriale si iscrivano.

2) Si aderisce alla CP Donne sottoscrivendo il regolamento che esplicita le finalità, il ruolo, i compiti e le modalità di azione dell'assemblea, in conformità con quanto previsto dallo Statuto nazionale (Art. 25, comma 3) e regionale del PD (Art. 27, comma 3).

3) L'adesione può avvenire anche per via telematica tramite il sito del PD provinciale.

4) L'adesione ha valore annuale e va rinnovata alla scadenza.

5) La CP Donne si può dotare di una anagrafe delle aderenti.






Art. 3 Modalità di partecipazione
1) La CP Donne è luogo di elaborazione dei temi indicati dall'Art. 25 secondo comma dello Statuto nazionale del PD e degli intenti e obiettivi espressi in questo documento di indirizzo.

2) La CP Donne prende iniziative politiche autonome che esprime pubblicamente. Si procede a votazione solo se richiesta almeno dal 10% delle aderenti, in un numero che - in ogni caso - non può essere inferiore a tre. La delibera sarà presa nella seduta successiva a maggioranza dalle presenti.






  • 3) Le iniziative politiche vengono comunicate al Segretario/a (del livello organizzativo di competenza) che assicura la disponibilità della collaborazione della struttura organizzativa del PD, ai sensi dell'Art.1, comma 3 dello Statuto nazionale.


Art. 4 Risorse economiche e strumentali
1) Le risorse economiche e strumentali della CP Donne sono costitute da:






  • finanziamenti dal PD ad ogni livello territoriale (in base Art. 1, comma 3 dello Statuto nazionale);
  • eventuali contributi di soggetti pubblici e privati;
  • ogni altro tipo di proventi collegati a manifestazioni organizzate dalla CP Donne;
  • rete telematica del PD locale/ regionale/ nazionale.

Art. 5 Conferenza provinciale
1) La CP Donne provinciale è formata dall'insieme delle donne che, sul territorio della Provincia, sottoscrivano il regolamento della Conferenza a qualunque livello territoriale (di circolo/ comunale/ interprovinciale).

2) La CP Donne provinciale viene convocata almeno con cadenza trimestrale. Può essere inoltre indetta su richiesta scritta del 10% delle aderenti.

3) Le aderenti eleggono a scrutinio segreto, anche sulla base di autocandidature raccolte in una lista aperta, un esecutivo con compiti organizzativi e gestionali. Una componente dell'esecutivo ha funzione di tesoriera per la gestione di quanto previsto nello Statuto nazionale Art. 1, comma 3.

4) Le componenti dell'esecutivo non hanno un rapporto di sovraordinazione rispetto alle aderenti per la natura stessa dell'organizzazione: una struttura orizzontale che realizza la cooperazione paritaria tra tutte le sue componenti.

5) Le componenti dell'esecutivo restano in carica un anno: è prevista la possibilità di un solo secondo mandato.

6) Alla fine di ogni anno solare la tesoriera presenta il bilancio approvato a maggioranza nella prima Conferenza che si svolge dopo tale data.

7) La rappresentanza esterna della CP Donne è conferita all'occorrenza a "portavoce", indicate dalla Conferenza sulla base di specifiche competenze.

8) Ad ogni incontro, la CP Donne designa una presidente dell'Assemblea con il compito di coordinarne lo svolgimento, e una verbalizzatrice che stende il verbale della riunione da approvarsi al termine della seduta. I verbali sono resi pubblici sul sito del PD provinciale e tramite le forme di comunicazione decise dalla Conferenza.

9) Compiti della CP Donne provinciale:





  • ove presenti, raccordare eventuali istanze espresse dalle CP Donne territoriali (di circolo, comunali, o intercomunali);
  • elaborare i temi previsti dall'Art. 25 dello Statuto nazionale;
  • collaborare e interagire nello sviluppo di progetti con le altre CP Donne provinciali della regione Emilia-Romagna;
  • promuovere rapporti con le CP Donne presenti sul territorio nazionale;
  • gestire i rapporti progettuali e operativi con la CP Donne regionale dell'Emilia-Romagna e con la CP Donne nazionale;
  • in caso di nomina di delegate alla CP Donne regionale e nazionale si procederà alla loro elezione a scrutinio segreto, sulla base di candidature che concorrano a formare una lista aperta.

10) La CP Donne provinciale può elegge una Commissione di Garanzia per la corretta applicazione e il rispetto del presente Regolamento sull'intero territorio provinciale. Nell'eventualità, tale Commissione sarà composta da 3 donne elette a scrutinio segreto in liste aperte tra candidate presentate ciascuna da almeno 5 sostenitrici della candidatura.

Art. 6 Conferenza di circolo, comunale o intercomunale
1) la CP Donne può essere articolata ad ogni livello territoriale e si riunisce almeno quattro volte l'anno per definire e programmare l'attività.

2) In ogni realtà di primo livello le aderenti alla CP Donne eleggono a scrutinio segreto, sulla base anche di autocandidature raccolte in una lista aperta, un esecutivo con compiti organizzativi e gestionali. Una componente dell'esecutivo ha funzione di tesoriera per la gestione di quanto previsto nello Statuto nazionale Art. 1, comma 3 (come sopra).

3) Le componenti dell'esecutivo non hanno un rapporto di sovraordinazione rispetto alle aderenti della propria CP Donne per la natura stessa dell'organizzazione: una struttura orizzontale che realizza la cooperazione paritaria tra tutte le sue componenti (come sopra).

4) Le componenti dell'esecutivo restano in carica un anno: è prevista la possibilità di un solo secondo mandato (come sopra).

5) Alla fine di ogni anno solare la tesoriera presenta il bilancio approvato a maggioranza nella prima Conferenza che si svolge dopo tale data (come sopra).

6) La rappresentanza esterna della CP Donne è conferita all'occorrenza a "portavoce", indicate dalla Conferenza sulla base di specifiche competenze (come sopra).






Art. 7 Norme finali
1) Il presente Regolamento entra in vigore al momento della fondazione della Conferenza Permanente delle Donne democratiche provinciale a Rimini.

2) Può essere modificato a maggioranza semplice da apposita assemblea convocata a tale scopo, nella quale sia presente almeno il 30% delle aderenti della CP Donne provinciale.

3) Le modifiche al Regolamento dovranno essere presentate da almeno il 10% delle componenti dell'assemblea e portate a conoscenza di tutte le aderenti alla Conferenza Permanente delle Donne non meno di 15 giorni prima della data dell'assemblea nella quale si delibereranno le proposte di modifica.




 
Le promotrici della Conferenza Permanente delle Donne democratiche a Rimini




 







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